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2 febbraio 2012
Bolognetti (Radicali) su gestione ciclo rifiuti
da basilicatanet, 2 febbraio 2012
BAS - "Sulla gestione del ciclo dei rifiuti occorre una rapida inversione di rotta basata sulla strategia delle “5 R”: Riduzione, Riuso, Riparazione, Riciclo, Ricerca. Si tratta di scegliere: da un lato la legalità che vive nel rispetto delle direttive dell’Unione e delle leggi della Repubblica; dall’altro gli affari più o meno leciti, più o meno illeciti, che arricchiscono pochi e inquinano molti". Lo dichiara Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani. 
| inviato da Maurizio Bolognetti il 2/2/2012 alle 18:56 | |
1 febbraio 2012
Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella
| inviato da Maurizio Bolognetti il 1/2/2012 alle 20:33 | |
29 gennaio 2012
Intervento di M.Bolognetti all'inaugurazione dell'Anno Giudiziario(Potenza, 28 gennaio 2012)
Intervento di Maurizio Bolognetti... di maurizio64
29 gennaio 2012
Contro-Inaugurazione Anno Giudiziario
| inviato da Maurizio Bolognetti il 29/1/2012 alle 19:34 | |
27 gennaio 2012
Caso Claps: perquisita la redazione lucana della Gazzetta del Mezzogiorno e la scrivania del giornalista Fabio Amendolara
| inviato da Maurizio Bolognetti il 27/1/2012 alle 8:7 | |
27 gennaio 2012
Il caso Elisa Claps: interviste a Gildo Claps e all'avvocato Vincenzo Montagna
| inviato da Maurizio Bolognetti il 27/1/2012 alle 8:5 | |
27 gennaio 2012
Contro-Inaugurazione dell'Anno Giudiziario a Potenza
| inviato da Maurizio Bolognetti il 27/1/2012 alle 7:59 | |
23 gennaio 2012
Petrolio, Bolognetti su attività ricerca
da basilicatanet, 23 gennaio 2012
BAS - “Ho ritenuto di dover dare il pieno sostegno, mio personale e dell’Associazione Radicali Lucani, al coordinamento denominato “La Locomotiva della Val d’Agri”. Di tutta evidenza siamo di fronte al tentativo di trasformare la Lucania fenix in un unico campo petrolifero, magari per assecondare agenzie di rating e banche d’affari. A rimetterci, però, saranno i lucani, il loro territorio, la loro salute e temo anche la vicina Puglia che è legata a doppio filo alle attività estrattive made in Basilicata”. Lo dichiara in un comunicato Maurizio Bolognetti, della Direzione nazionale Radicali Italiani.
“Aggiungo che l’aver detto no alle trivelle a 5 miglia dalla costa, certo non risolve il problema rappresentato dalle trivelle nel Mediterraneo. Gioverà ripetere, infatti, che essendo il Mediterraneo un mare chiuso, un incidente simile a quello verificatosi nel Golfo del Messico decreterebbe la morte del “Mare Nostrum”. La relazione che accompagnava l’art. 20 del decreto sulle liberalizzazioni - oggi articolo 16 - è un insulto. Essa rappresenta uno schiaffo ad una comunità che già ha pagato costi altissimi per sostenere la bolletta energetica di questo paese. Se il governo davvero volesse far cassa, - prosegue Bolognetti - dovrebbe avere il coraggio di portare le royalties ai livelli della Norvegia. Pensare di aprire un autostrada a 4 corsie ai petrolieri di tutto il mondo per seppellire quel che resta della Basilicata, è pura follia. Già oggi, il 65% del territorio lucano è coperto da titoli minerari vigenti e da istanze per il conferimento di nuovi titoli: 6260 kmq di territorio su 9992. E’ probabile che Stadard and Poor’s non gioirà se l’Italia dovesse decidere di portare le Royalties all’80%, ma di certo potrebbe trarne un qualche beneficio l’erario. Al compagno Vendola, che ha ritenuto di dover liquidare la questione petrolifera lucana manifestando vicinanza ed affermando “noi non siamo come voi, per noi il petrolio non è ricchezza”, suggerirei di dare un’occhiata a quanto accade a Taranto con le raffinerei Eni. Vendola, probabilmente, ha dimenticato che la Puglia ha detto sì al progetto “Tempa Rossa”. Noi affermiamo che continuare a trivellare in prossimità di invasi, sorgenti, aree sismiche, in zone a rischio frana, a ridosso di centri abitati non porterà niente di buono e che le attività che il Governo ha definito di “minor valore” vorremmo tenercele strette. La verità è che la Basilicata sembra essersi trasformata nel delta del Niger anche grazie all’assoluta assenza di Stato di diritto, legalità e democrazia”.
| inviato da Maurizio Bolognetti il 23/1/2012 alle 15:27 |
23 gennaio 2012
Le attività estrattive in Basilicata e il decreto liberalizzazioni del governo Monti
| inviato da Maurizio Bolognetti il 23/1/2012 alle 15:20 | |
21 gennaio 2012
Bolognetti (Ri) su manifestazione Monopoli trivelle Off-Shore
da Basilicatanet, 20 gennaio 2012
BAS - “Sabato 21 gennaio, in quel di Monopoli, il governatore di tutte le puglie Nichy Vendola scenderà in piazza contro le trivelle Off-Shore. Se avessi potuto partecipare alla manifestazione avrei innalzato un cartello con la scritta: “Il silenzio di Vendola”.
Sì, l’assordante silenzio, perché quello che manifesterà a Monopoli è lo stesso Vendola che da anni è muto e afasico sugli “effetti collaterali” delle attività estrattive in Basilicata. E’ lo stesso Vendola che non ha proferito verbo sulla ricaduta in termini d’impatto ambientale e sulla salute umana che il petrolio estratto in Basilicata ha anche nella sua Puglia”. Lo dichiara in un comunicato Maurizio Bolognetti, della Direzione nazionale Radicali Italiani.
“Niente paura, - prosegue - l’impagabile Nichi, con l’occhio rivolto a Palazzo Chigi, è pronto ancora una volta a cavalcare la protesta; se poi passerà dalle parole ai fatti è da vedersi, ma questo per l’immaginario che c’è da costruire poco importa. C’è da scendere in piazza per darsi una “mano” di ecologia, domani, chissà, sarà la volta di una “mano” di libertà. Intanto, a Taranto le raffinerie Eni sono pronte ad accogliere altri 50.000 mila barili provenienti dalla Basilicata.
Vendola a Monopoli, Vendola negli studi de La7, che disquisisce di Off-shore; Vendola intervistato dal mensile dei Riva; Vendola che partecipa alla presentazione del rapporto ambiente dell’Ilva; Vendola e le cozze delocalizzate. Sono i tanti volti di un governatore che sa gestire al meglio il gioco delle parti e che viene sapientemente e utilmente esaltato e sovraesposto. Alla fin fine ciò che conta più dell’essere è l’apparire.
Per par condicio tocca aggiungere che proprio non riusciamo a condividere l’entusiasmo manifestato dal governatore lucano in relazione all’art. 20 del decreto sulle liberalizzazioni. E se è pur vero che Vito De Filippo afferma che non è disposto ad accettare nessuna deregulation, è altrettanto vero che i contenuti dell’art.20, alla luce di quanto già accaduto in Basilicata, sono inquietanti o forse sarebbe meglio dire inquinanti. La differenza tra De Filippo e Vendola, però, sta nel fatto che il governatore lucano non si è mai nascosto ed ha sempre manifestato con chiarezza la sua posizione rispetto alle attività estrattive. Nichi, invece, ama essere doppio o anche triplo, come conviene a certe tradizioni.
Intanto, come volevasi dimostrare, il Governo ha modificato l’art. 21 e a cancellato l’art. 22, lasciando il solo art.20 cucito a misura di Basilicata. Purtroppo, ancora una volta non abbiamo sbagliato previsione. Di certo resta, e tutt’intera, la questione relativa all’opportunità di realizzare attività estrattive nel Mediterraneo.
E adesso, su cosa manifesterà l’ineffabile Vendola? Noi un suggerimento potremmo darglielo, ma siamo certi che non sia funzionale alla sua ascesa nell’olimpo della partitocrazia”.
| inviato da Maurizio Bolognetti il 21/1/2012 alle 11:25 | |
16 gennaio 2012
‘Tovarish’ Nichi e l’isola che non c’è
Editoriale su Stato Quotidiano
Maurizio Bolognetti
Latronico – POTREI iniziare con il più classico dei “c’era una volta”, ma non c’azzecca. E allora inizierò con un c’era e c’è. Sì, c’è una città affacciata su uno splendido golfo da decenni martoriata da ogni sorta di veleni, un pezzo della Magna Grecia inghiottito da diossine e PCB, Ipa e metalli pesanti. E’ la città di Taranto, che come narrano le cronache fu fondata dagli spartani nel 706 a.c. Dopo Sparta venne Riva e poi Vendola, e poi Stefano, e a giudicare da come vanno le cose in questo splendido angolo di Puglia verrebbe da dire che qualcuno deve aver conservato l’insana abitudine di abbandonare i neonati sul monte Taigeto. Il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, dopo aver delocalizzato le cozze del Mar Piccolo, vittime di una indigestione di PCB, ha dichiarato ai microfoni della trasmissione Bao-Bab: “Stiamo lavorando per spostare le scuole, le residenze e le persone che abitano nelle vicinanze della grande industria”.
Geniale quasi quanto il governatore di “Tutte le Puglie”, di cui le cronache tramanderanno ai posteri una straordinaria intervista pubblicata sul numero uno della rivista “Il Ponte”, edita da Ilva Spa.
Insomma, se la montagna della bonifica ambientale non va da Maometto, Maometto va alla montagna, e gli sfigati abitanti del quartiere Tamburi saranno delocalizzati(si spera non con le cozze) a qualche miglio di distanza dal famigerato camino E312 e dalle polveri dei parchi minerari dell’Ilva. Temo, però, che l’operazione per quanto meritoria non servirà a sottrarre i “deportati” ai veleni che incombono su un’intera città assediata oltre che dall’Ilva anche dalle raffinerie Eni e dalla Cementir.
Il duo Vendola-Stefano, evidentemente, preferisce la cura alla prevenzione; o forse quando ha annunciato la delocalizzazione degli abitanti del quartiere Tamburi, Stefano aveva in mente la deportazione ordinata nel 209 a.c dal console romano Quinto Fabio Massimo, meglio noto come “Il Temporeggiatore”.
Di acqua sotto i ponti dalla seconda guerra punica ne è passata davvero tanta, ma rievocare le immagini di una Taranto saccheggiata e distrutta, con 30.000 uomini deportati e venduti come schiavi, ci fa pensare chissà perché ai pascoli vietati, alle cozze delocalizzate, alle pecore alla diossina, all’aria satura di benzopirene. Ma nonostante tutto c’è una Taranto che non molla, rappresentata da un variegato associazionismo e dai ragazzi che, in occasione della prima udienza del processo per l’omicidio Scazzi, hanno manifestato davanti al tribunale srotolando uno striscione sul quale campeggiava la frase: “Su Sarah avete speculato, ma del nostro inquinamento non avete parlato”. Uno dei manifestanti, a quanto pare, è stato denunciato. Non risultano denunciati, invece, perlomeno per oltraggio al pudore, coloro che da mesi e a reti unificate propongono corrispondenze e morbose ricostruzioni di quello che era e resta un terribile fatto di cronaca nera.
Una vicenda quest’ultima che è lo specchio dei tempi; specchio di un paese dove il dibattito e la possibilità di confronto vengono quotidianamente negati. E’ così sul debito ecologico, sulle vicende che mi piace definire di “veleni industriali e politici”, ed è così sulla questione giustizia-carcere.
Quel che è certo è che mentre l’Aedo Vendola canta di “un’isola che non c’è”, a Taranto un nucleo di resistenti racconta che la città continua a morire. A febbraio, intanto, ci sarà un’importante udienza del processo che vede sul banco degli imputati l’Ilva, accusata di reati gravissimi, quali disastro doloso e colposo e avvelenamento di sostanze alimentari. Sarà interessante seguire gli sviluppi di questo processo e incrociare le dita sperando che il tutto non si concluda con una bella prescrizione.
Il Temporeggiatore non c’è più, o forse sì (Nicky che dici?), ma magari qualcuno a Taranto preferirebbe essere deportato e venduto come schiavo.
Per concludere gioverà ricordare quanto in relazione al Sin (Sito di bonifica d’interesse nazionale) di Taranto è dato leggere nei verbali della conferenza di servizi decisoria del 15 marzo 2011 a proposito della caratterizzazione delle acque di falda superficiali: “I superamenti delle Csc sono riconducibili alla presenza dei seguenti parametri Manganese, Ferro, Arsenico, Cianuri totali, Benzoapirene, Benzene, Etilbenzene, Toluene, Cloruro di vinile, Mercurio, Cobalto, Piombo”, ecc. ecc. E questo per non dire della situazione delle acque di falda profonde e delle matrici ambientali aria e terra.
| inviato da Maurizio Bolognetti il 16/1/2012 alle 21:2 |
16 gennaio 2012
Petrolio e Ambiente: Intervista ai sindaci di Picerno e Tito
| inviato da Maurizio Bolognetti il 16/1/2012 alle 20:21 | |
10 gennaio 2012
Tentato suicidio presso il carcere di Castrovillari
| inviato da Maurizio Bolognetti il 10/1/2012 alle 14:22 | |
10 gennaio 2012
Carceri: Bernardini(Radicali), sovraffollamento a Potenza
(ANSA) - POTENZA, 10 GEN - La deputata radicale Rita Bernardini ha chiesto al ministro della Giustizia, Paola Severino, ''se non ritenga opportuno intervenire in modo deciso e tempestivo per fronteggiare il sovraffollamento della casa circondariale di Potenza'', e ''quali misure urgenti intende assumere per far rientrare l'istituto nella dimensione regolamentare dei posti previsti''. Bernardini e il segretario regionale radicale, Maurizio Bolognetti, il 28 dicembre scorso hanno visitato il carcere di Potenza.
| inviato da Maurizio Bolognetti il 10/1/2012 alle 11:49 | |
2 gennaio 2012
Cronache dal carcere di Castrovillari

Leggi su Notizie Radicali

Leggi su Stato Quotidiano
| inviato da Maurizio Bolognetti il 2/1/2012 alle 16:38 | |
20 dicembre 2011
Fenice, audizioni lucane. Zamparutti e Bolognetti: “Intervenga il Governo”(da Stato Quotidiano)
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Leggi su Stato Quotidiano
| inviato da Maurizio Bolognetti il 20/12/2011 alle 16:15 | |
20 dicembre 2011
Pisticci: Presentazione del libro "La Peste Italiana. Il Caso Basilicata"
| inviato da Maurizio Bolognetti il 20/12/2011 alle 16:13 | |
20 dicembre 2011
Picerno: Rifiuti e mafia in Basilicata
| inviato da Maurizio Bolognetti il 20/12/2011 alle 16:9 | |
20 dicembre 2011
I veleni del Basento. Interviste a Michele Sisto e Roberto D'Alessandro
| inviato da Maurizio Bolognetti il 20/12/2011 alle 16:2 | |
19 dicembre 2011
Pisticci nel "Caso Basilicata" di Bolognetti
| inviato da Maurizio Bolognetti il 19/12/2011 alle 6:9 | |
28 novembre 2011
"La Peste Italiana. Il caso Basilicata": ne discutono l'autore e il Presidente della Giunta regionale di Basilicata Vito De Filippo
| inviato da Maurizio Bolognetti il 28/11/2011 alle 22:34 | |
24 novembre 2011
Venosa(PZ) - "La Peste Italiana. Il Caso Basilicata"
| inviato da Maurizio Bolognetti il 24/11/2011 alle 15:11 |
21 novembre 2011
Il Mattino di Foggia, 16 novembre 2011

| inviato da Maurizio Bolognetti il 21/11/2011 alle 0:51 | |
17 novembre 2011
Avvelenati & Avvelenatori - presentazione del libro di Maurizio Bolognetti dal titolo: "La Peste Italiana. Il caso Basilicata." (Edizioni Reality Book)
| inviato da Maurizio Bolognetti il 17/11/2011 alle 23:55 | |
17 novembre 2011
Nuova del Sud, 16 novembre 2011

| inviato da Maurizio Bolognetti il 17/11/2011 alle 23:49 | |
10 novembre 2011
Foggia - Mercoledì 16 novembre presentazione del libro "La Peste Italiana. Il Caso Basilicata"

| inviato da Maurizio Bolognetti il 10/11/2011 alle 14:38 | |
10 novembre 2011
I veleni della Val Basento
| inviato da Maurizio Bolognetti il 10/11/2011 alle 14:35 | |
9 novembre 2011
La Basilicata nella Peste Italiana(Recensione sul mensile la Voce)

| inviato da Maurizio Bolognetti il 9/11/2011 alle 8:4 | |
8 novembre 2011
Picerno(PZ) - Presentazione del libro "La Peste Italiana. Il Caso Basilicata"
| inviato da Maurizio Bolognetti il 8/11/2011 alle 12:17 | |
8 novembre 2011
Maltempo? Il vero killer è la malapolitica(Da Stato Quotidiano, 8 novembre 2011)

Leggi sul Quotidiano On-Line Stato Quotidiano
di M.Bolognetti
Anche su Radicali.it
| inviato da Maurizio Bolognetti il 8/11/2011 alle 12:12 | |
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